Spiaggia della Tagliata

Ansedonia

Arenile avente come peculiarità il contesto in cui si trova, infatti è affiancata all'antico porto romano della città di Cosa  "Portus Cosanus" (i cui resti ancora emergono in superficie). L'area adiacente al porto fu corredata da importanti infrastrutture allo scopo sia di creare un posto sicuro per le imbarcazioni, sia per evitare l’insabbiamento del porto stesso e della laguna retrostante e fu proprio per questo motivo che in un primo momento (primi decenni del II secolo a.C.) venne sfruttata la potenza delle correnti di un emissario della laguna e di una grande fenditura naturale della roccia chiamata “Spacco della Regina”. Questi canali venivano aperti o chiusi a seconda delle stagioni attraverso delle pareti verticali in legno che defluivano in apposite scanalature in modo che la corrente forzata spazzasse i detriti accumulati nel bacino del porto. In un secondo momento (inizi del I secolo a.C.), lo “Spacco della Regina”, molto probabilmente reso inagibile da una frana, fu rimpiazzato da un’opera artificiale oggi denominata “La Tagliata”, un canale totalmente scavato nella roccia che si estendeva per un percorso di circa ottanta metri dal mare alla laguna e da cui la spiaggia, che si estende fino al litorale laziale, prende il nome.